Concerto Orchestra Sinfonica – 2026 – Teatro Alessandrino
Martedì 19 maggio 2026
ore 21:00
Teatro Alessandrino, Via Giuseppe Verdi, 12, 15121 Alessandria – AL
Programma
• A.Salieri – Ouverture da “Axur, re d’Ormus”
• W.A.Mozart – Concerto per flauto ed orchestra in sol maggiore K313
I. Allegro maestoso
II. Adagio ma non troppo
III. Rondo. Tempo di Menuetto
• A.Dvořák – Sinfonia n.9 op.95 “Dal nuovo mondo”
I. Adagio — Allegro molto
II. Largo
III. Scherzo. Molto vivace
IV. Allegro con fuoco
Il concerto si apre con l’Ouverture di Axur, re d’Ormus, un’opera in cinque atti di Antonio Salieri, su libretto di Lorenzo Da Ponte. L’opera andò in scena a Vienna, al Burgtheater, nell’estate del 1788 e riscosse un successo straordinario. L’Ouverture ha un tema energico e ritmico ed un altro tema cantabile. Salieri anticipa qui quell’immediatezza espressiva che sarà centrale nel teatro musicale a cavallo tra Sette e Ottocento.
Il secondo brano è il Concerto per flauto ed orchestra in sol maggiore K313 di W.A.Mozart. Fu nel gennaio 1778, durante il soggiorno a Mannheim, che Mozart ricevette una commissione da un dilettante olandese, Ferdinand De Jean, per scrivere questo concerto. Il primo movimento si distingue per eleganza e per il dialogo fluido tra solista e orchestra; l’Adagio centrale, tra le pagine più liriche di Mozart, mette in luce la cantabilità del flauto; il Rondò finale chiude con leggerezza e brillantezza, essendo modellato su temi vivaci e trasparenti.
Chiude il concerto la monumentale Sinfonia op.95 “Dal nuovo mondo” di Antonín Dvořák. Quando il compositore giunse a New York per dirigere il National Conservatory of Music, nel settembre 1892, portò con sé la curiosità di un europeo affascinato dall’idea di una musica autenticamente americana. Questa Sinfonia, completata nel maggio 1893 e presentata alla Carnegie Hall in dicembre dello stesso anno, fu il risultato di quell’incontro tra la sua anima boema e i canti delle popolazioni native che aveva ascoltato e studiato. Dvořák non cita direttamente melodie popolari ma ne assorbe lo spirito. Il risultato è una delle sinfonie più amate del repertorio con una forza espressiva immediata e duratura.


